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Era il mio Paese, di Eugenio Benetazzo

Questo è il secondo libro di Benetazzo che leggo, dopo “Economia alla sbando” che avevo acquistato 2 anni fa, ed anche in questo caso il giovane e conosciuto economista veneto colpisce nel segno, scrivendo un centinaio di pagine piene zeppe di osservazioni che chiunque, dotato di un minimo di osservazione e di spirito critico, non può non approvare.
Innanzitutto però, per chi non lo conoscesse ancora, ecco la sua biografia come riportata nel risvolto di copertina di questo libretto.

Chi invece lo conosce bene e lo segue da tempo sa benissimo che le sue opinioni, i suoi consigli e soprattutto le sue osservazioni/provocazioni hanno precorso i tempi, segnalando per primo il nascere della attuale crisi economica e sociale, persino nei tempi in cui nemmeno gli economisti più accreditati si erano accorti di alcunchè.
In questo libro, come d’altronde dice il titolo, Benetazzo si concentra sull’Italia e sui problemi economici/sociali/politici/ecc. che la stanno attanagliando da alcuni anni.
Qua sotto la sintesi del libro e del pensiero che in esso trasmette, come si legge dal sito della casa editrice, la Baldini & Castoldi.

La sua prosa rispecchia il suo modo di esprimersi nelle trasmissioni televisive in cui spesso compare come ospite, ovvero diretto e preciso, senza giri di parole.
A corredo e conferma del suo pensiero, come anche nelle altre sue opere, ci sono immagini di articoli giornalistici, come si vede in questa immagine.

Gli argomenti esposti sono parecchi, e su tutti c’è da riflettere parecchio.
La perdità di competitività dell’Italia nel settore industriale e manifatturiero, lo scarso seguito al turismo, la vera ricchezza italiana, l’enorme afflusso di manodopera extracomunitaria di basso livello, le banche e le istituzioni, i politici e gli industriali. C’è n’è veramente per tutti e tutto, e l’analisi offerta da Benetazzo è cruda, quasi crudele, ma realistica. Meglio conoscere la vera situazione, piuttosto che chiudersi gli occhi e turarsi il naso.
È sorprendente, comunque, e ahimè in maniera negativa, come il nostro Paese, una volta preso a modello in svariati campi, sia poi incorso in una involuzione negativa che ne pregiudica e ne ingrigisce il futuro prossimo venturo, a meno che non arrivi una figura forte e carismatica (come invocata dallo stesso Benetazzo) che lo porti fuori dalla palude in cui è finito.

Nella foto qua sotto il sommario del libro.

Nelle ultime pagine vengono proposte delle possibili idee di innovazione e miglioramento (il “Manifesto Economico” per l’Italia).

Delle 134 pagine complessive, il contenuto effettivo del libro si ferma in realtà alla 108esima, dato che ci sono alcune appendici di varia natura.
Per prima vi è un breve raccolta (13 pagine) di alcuni tra i migliori e più seguiti articoli che Benetazzo pubblica nel suo blog.
Questa è la lista, con le relative date di pubblicazione:

1) La teoria economica del Dodo (20/03/2010)
2) La pupa e il sermone (29/04/2010)
3) Destino manifesto (25/11/2010)
4) Euro 2 la vendetta (23/03/2011)

Per chi è interessato (come me) a questi articoli, consiglio di iscriversi alla newsletter (il sito è www.eugeniobenetazzo.com), in modo da riceverli comodamente nella propria mail quando vengono pubblicati.
Segue poi la trascrizione integrale del famoso discorso che Steve Jobs pronunciò ai neolaureati dell’università americana di Standford nel 2008. Sono 8 pagine che si concludono con il celebre “Siate affamati, siate folli”, e la cui rilettura fa sempre piacere e fa sempre riflettere.

Lo spessore del libro, come si può intuire, è molto ridotto e la sua rilegatura estremamente flessibile ne aiuta l’usabilità nella lettura.

Questo è il penultimo libro di Benetazzo, dato che proprio in questi ultimi giorni ha pubblicato, presso Chiarelettere, la sua ultima opera, Neurolandia, il cui titolo dice tutto.

Il prezzo è di circa 10 euro, come si vede da questa pagina di Amazon Italia.

Qua sotto i dettagli del libretto.

Che dire, un libretto estremamente interessante. Durante la sua lettura non bisogna però farsi prendere dallo sconforto (cosa possibilissima), ma il solo fatto di rendersi conto e prendere atto della situazione attuale è il primo passo per la strada del miglioramento.

Categoria: Books
martedì, 03 lug 2012 Ore. 14.15

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