Hystrix


Il mondo è la totalità dei fatti non delle cose.
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La biblioteca universale

"Buongiorno zio, posso?" disse la signorina Biggen al professor Wallhausen, "vorrei mostrarti una cosa". Lo zio sollevò la testa dai suoi libri e fece a Suse cenno di entrare. "Vieni cara, posso offrirti qualcosa?".
"Nulla zio, più tardi forse prenderò una tisana, ma per il momento io non ho bisogno di null'altro che di te stesso, tu piuttosto, vuoi che ti porti qualcosa?".
Quella frase incuriosì lo zio e gli procurò sul volto un'espressione bizzarra e persino inadatta ad un uomo di quella taglia. "Nulla,  nulla cara, dimmi".
"Sai zio, lavorando al mio ricamo ho ripensato molto alla faccenda della biblioteca universale", "son contento di non annoiarti troppo" disse il professore compiaciuto.
"Vedi zio, pensa e ricama e ricama e pensa e alla fine ho deciso di fabbricare una biblioteca universale per noi.". Il signor Wallhausen aveva intuito subito che la nipote stava tramando qualcosa. Sapeva che Suse non era una ragazza stupida e accurrucciò le ciglia chiedendosi dove volesse andare a parare. "Fabbricarla? La biblioteca universale? Ricordi il dialogo con il mio amico Max? Non é possibile 'fabbricare' la biblioteca universale". Suse riprese subito la parola: "Si certo zio, ricordo molto bene, miliardi di miliardi di volumi" "Molti di più!" la interruppe bruscamente lo zio, "un numero inimmaginabilmente grande, tanto che al confronto 'miliardi di miliardi' é una nullità".
"D'accordo zio", continuò Suse, "non ti adirare", "però vedi, ricamando mi sono accorta che si possono fare molte biblioteche universali, io ne ho fatta una piccola piccola".
"Ah!" sbottò lo zio "e così avresti 'fabbricato' una piccola biblioteca universale, beh, proprio piccola piccola non potrà essere, dovrà quantomeno essere abbastanza grande da contenere i libri di questa stanza se ha la pretesa di definirsi universale, non trovi Suse cara?"
Lo zio aveva assunto un tono vagamente fastidioso e un poco saccente, abbastanza per scatenare una certa rivalità se il suo interlocutore fosse stato un altro intellettuale del suo livello. Ma Suse, come ogni giovane donna del suo tempo, era abituata ad essere trattata con una certa sufficienza e non mostrò il minimo rancore e continuò pacatamente il suo ragionamento.
"Si zio certo, dovrà contenere questi e tutti gli altri libri del mondo. Ricordi come cominciasti la costruzione della biblioteca universale? Ipotizzasti che tomi di cinquecento pagine, con quaranta righe per pagina e cinquanta caratteri per riga fossero sufficienti per discorrere di ogni argomento."
"Si, ricordo benissimo, ipotizzammo anche di scrivere i tomi con un sistema di cento caratteri, per un totale di un milione di caratteri a tomo; c'é qualcosa che non hai capito cara, vuoi che ti rispieghi?"
"No zio, credo di aver capito", disse Suse, impaziente di arrivare alle proprie conclusioni e contemporaneamente desiderosa di dare il giusto spazio ad ogni parola, "vedi, tu e e il signor Max avete poi parlato di questa mirabolante libreria universale che contiene ogni sapere che può stare in uno di quei tomi"
"si cara, vieni al punto, devo proseguire i miei studi."
"Perdona zio, sarò breve e coincisa; il punto é che ad un certo momento, tu o il signor Max, non ricordo bene, ha osservato che in realtà la biblioteca universale conterrà anche ogni opera ipotizzabile composta da mille pagine, ed esattamente, conterrebbe ogni pubblicazione di opere del genere divisa in due volumi da cinquecento pagine, ebbene, su quella frase io ho perso un punto del mio ricamo"
"Si ricordo" disse il professore, ora incuriosito "ammetto che anche a me quell'osservazione aveva lasciato una sensazione strana, ma poi non avevo approfondito. E quindi?"
"Quindi la biblioteca universale fatta da volumi di cinquecento pagine contiene in se anche la biblioteca universale fatta da volumi di mille pagine"
"Certo" continuò lo zio un po' confuso "e perché fermarsi a mille? La Nostra Biblioteca contiene ogni altra possibile biblioteca universale, al più dividendo ogni opera colossale in volumi da cinquecento pagine!"
"Si zio" riprese la nipote, "ma l'aspetto veramente interessante, mi pare, é che la scelta delle cinquecento pagine é stata del tutto arbitraria, quindi anche ogni biblioteca universale fatta con tomi di sole cento pagine conterrà ogni altra biblioteca universale"
Il signor Wallhausen cominciò a sentire fluire la verità dentro di se, ormai era chiaro, Suse aveva davvero fabbricato una biblioteca universale. Era molto orgoglioso della propria nipote e permise alla propria autorevolezza stagionata di ritirarsi per un attimo, per lasciare spazio a questa fanciulla sorprendente. "Continua cara", disse, "comincio a capire".
"Si zio", disse Suse raggiante, "quindi se costruiamo ipoteticamente una biblioteca universale fatta da tomi composti da una sola pagina, avremo ancora una biblioteca in grado di contenere tutto il sapere contenuto nella prima e, in ultima analisi, tutto il sapere contenuto in ogni possibile libro di qualunque numero di pagine."
"Già" disse il professore sempre più ammirato "ma avrai osservato che anche una sola pagina contiene troppi caratteri per creare fisicamente quella biblioteca".
"Certo zio, ma anche il numero di righe e il numero di caratteri per riga é arbitrario, otterremmo un identico risultato se ogni tomo contenesse un'unica pagina con un'unica riga!"
"Ti manca poco per poterla fabbricare davvero" disse accondiscendente lo zio, questa volta senza alcuna enfasi burlesca sulla parola 'fabbricare'.
"Si zio, se ci riduciamo ad un solo tomo, con una sola pagina composta da un'unica riga e un unico carattere, avremo cento tomi, uno per carattere ed essi conterranno tutto il sapere del mondo, quindi detto in un modo più poetico, l'alfabeto e una manciata di caratteri aggiuntivi contengono tutto quanto é contenuto nella più imponente biblioteca si possa pensare."
"Complimenti Suse, hai fatto proprio un bel ragionamento, sono molto fiero di te" Disse Wallhausen a chiosa delle osservazioni della sua brillante nipote.
"Ma non é finita", disse stupita e un po' delusa la signorina "bastano molto meno di cento tomi".
"Sentiamo" disse lo zio, scosso da questa inaspettata affermazione.
"Un giorno mi parlasti di un grand'uomo, filosofo e matematico, di nome Leibniz." Lo zio si fece serio e disse "Certo, che nessi hai trovato tra la biblioteca universale e Leibniz?"
"Mi mostrasti", riprese Suse, "come quell'uomo si accorse che tutti i numeri possono essere scritti con l'ausilio del solo zero e del solo uno". "Certo cara, ricordo benissimo quando ti spiegai i numeri binari, credo di capire dove vuoi arrivare, sei veramente una ragazza straordinaria" disse il professore.
"Ebbene", continuò Suse, "parlandone emerse come in realtà anche le parole possano essere trasformate in numeri e come quindi qualunque concetto scritto possa essere codificato come sequenza di zero e di uno".
"Esatto adorata nipote, come ti dissi, ciò é alla base del funzionamento delle recentissime calcolatrici elettromeccaniche inventate dal mio amico Alan in inghilterra"
"Ricordo zio" disse Suse estraendo un foglio dalla tasca della gonna, "in conclusione zio, questa é la biblioteca universale che ho fabbricato. "
Porse il foglio allo zio e questi lo guardò intensamente e molto soddisfatto. In alto stava scritto a grossi caratteri neri "La Biblioteca Universale di Suse" sotto, uno a sinistra ed uno a destra due soli segni, in rosso, uno zero tondo tondo e un uno, scritti con attenzione e bella calligrafia, a dare il senso dell'importanza che in quel frangente portavano in se.
"E' buffo" disse lo zio "la biblioteca universale é stata, nelle nostre disquisizioni, un oggetto di imponenza tale da essere impossibile da raffigurarsi ed ora, quello stesso oggetto, é più piccolo della definizione 'biblioteca universale' stessa. Non posso negarti che questa tua scoperta rende la mia molto meno grandiosa e la relativizza completamente."
"E' vero zio" rispose Suse, "ma rende grandioso lo zero e l'uno. Io adesso prenderei la mia tisana, ne vuoi una tazza zio?".
"...mmm... lo sai vero cara che potremmo scendere anche a un singolo carattere?"
"Si zio, ma me ne piacevano due, allora, una tisana?"
"Si cara, volentieri, poi ricordami di chiamare Max"
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giovedì, 21 feb 2008 Ore. 13.46
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