Tappeti, politica e psicoanalisi
E' veramente curioso quello che sta accadendo in politica.
I due leader si confrontano su questioni centrali...
Bizzarri riferimenti all'ansia (da prestazione?) da un lato e a meccanismi proiettivi dall'altro.
Come se solo attraverso una lettura psicologica si potesse comprendere quanto sta accadendo
nel nostro Paese...
Ed ora viene tirato in ballo la figura del venditore di tappeti....figura solo apparentemente inquietante nel panorama televisivo...
Già i venditori...strani personaggi, chiusi in piccoli e goffi studi televisi che si dilungano in sofisticate spiegazioni nel tentativo di vendere (attraverso questo mezzo) tappeti, quadri e altri utili oggetti d'arredo...
Chi guarda questi programmi, magari in preda ad una forte insonnia, cerca (e forse trova) conforto in queste immagini rassicuranti.
Si ha la consapevolezza che niente può accadere di terribile in quel piccolo villaggio rappresentato dallo studio televisivo.
E' questo, in un mondo in preda a continui cambiamenti, è qualcosa di confortevole per lo spettatore.
E' quindi il paragone può essere più sottile e raffinato...in fondo il Premier è un personaggio rassicurante, a tratti piacevole nel suo discorrere di anedotti, barzellette e racconti che spesso nulla hanno a che vedere con la sua carica politica.
Un personaggio rassicurante, che non disegna scenari tragici e spaventosi, ma che trasmette con le sue parole un fantasioso futuro fatto di benessere e progresso. Proprio come i tanto bistrattati "venditori televisivi"...
Ma c'è una cosa che fa riflettere...
nuovamente per cercare di descrivere un fenomeno si fa riferimento proprio al mezzo televivo..
Come se non esistessero altre categorie possibile oltre queste...
Anche questo forse è un profondo paradosso che segna la nostra epoca...

venerdì, 27 gen 2006 Ore. 12.33