Antonio Esposito's


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P.IVA, un esperienza personale

Ciao a tutti

Sandro http://blogs.dotnethell.it/sandro/E-ora-di-mettersi-in-proprio__16233.aspx ne ha parlato e mi ha fatto venire in mente la mia esperienza che magari può essere di aiuto a chi sta pensando di fare il passo verso o via da questo mondo.

Io ho la p.iva dal 2005.

1) stipendio: per il dipendente è garantito e in genere puntuale..... invece per un consulente è sempre in ritardo (1 mese in genere, fino a 4 in estate con i pagamenti delle tasse, quindi ancora più grave). Per i dipendenti ha scatti (e aumenti) in genere ridicoli, a meno di cambiare lavoro ogni 2 anni, mentre il consulente all'aumentare di compentenze, esperienza e attestati in genere aumenta anche il compenso giornaliero.

2) flessibilità: il dipendente deve chiedere il permesso di fare ferie e ogni altra cosa, il consulente no. ma il consulente non ha ferie ne malattie, e se deve stare un mese a casa quasi sempre perde la commessa e poi non percepisce niente... sarebbe da considerare quando si fanno le somme a fine anno

3) benefit: il consulente non ha niente a parte i soldi quando li prendi. il dipendente invece ha ticket pasti, eventualmente auto aziendale per le trasferte, notebook, telefono, formazione (una certificazione microsoft costa 170€ l'esame e fino a 4000€ un corso di 1 settimana...)

4) tasse: il dipendente prende sempre il netto!!!!!!!!!! il consulente prende un sacco di soldi, ma poi ne lascia sempre PIU' del 50% di tasse, si questa è la verità, perchè a differenza di altre categorie dove è possibile evadere (e qui poi è una questione etica e fiscale) nel nostro caso NO, le aziende ti pagano tardi, ma vogliono sempre le fatture da scaricare!!!!!

5) pensione/assicurazione: il dipendente ha malattia e pensione decenti in base agli anni di lavoro e allo stipendio: il consulente paga il 23% di INPS (pensione) alla gestione separata cioè la gestione pensionistica di chi non ha alcuna gestione, differentemente dai lavoratori che hanno le gestioni sindacali, o da avvocati e medici che hanno gli ordini che li tutelano, noi non abbiamo niente, non esistiamo ufficialmente per lo Stato, quindi paghiamo il 23% ma avremo una pensione da fame, per chi non mi creda cerchi in giro qualche commercialista che gli faccia i conti........ a meno di non registrarsi alla camera i commercio come panettiere, non ci sono alternative

Considerazioni: amo fare il consulente... mi da fastidio ogni volta che devo chiedere il permesso di fare qualcosa... mi sento un bambino... ma da un punto di vista finanziario è tutto più difficile.
Consiglio a chi interessato di fare una assicurazione per gli infortuni privata (50€ mese), intestare quante più cose possibili alla piva, auto, contratto di affitto, utenze domestiche e cellulare, così da portarle in detrazione alla dichiarazione dei redditi...... Infine: il meglio è avere molti clienti medio/piccoli che pochi, o come spesso accade solo 1, perchè ti danno modo di lavorare meglio, senza vincoli, percependo i compensi nell'insieme in modo più regolare non legandosi ai ritardi di quello o quell'altro cliente.

 

Spero di essere stato utile.

Ciao

Categoria: Altro
venerdì, 15 gen 2010 Ore. 10.57
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