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Il pudore: la pelle dell'anima, il ricordo del corpo

Il pudore: la pelle dell'anima, il ricordo del corpo"La forza del pudore" di Andrea Tagliapietra Pre.mio Biblioteche di Roma - sezione saggisticaIncontro con l'autore: mercoledì 8 novembre ore 18.00Biblioteca Villa Leopardi - Via MakalléChe cos'é il PUDORE? Virtù o sentimento, ce lo si chiede già nella sovracopertina del libro di Andrea Tagliapietra, che lo intitola alla sua FORZA. Una forza interiore, ovviamente, ma che, meno ovviamente, ha a che fare con qualità reputate oggi poco forti: la ri 
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giovedì, 02 nov 2006 Ore. 18.16

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Autore: ALESSIA CECCARELLI BIBL. GIANNI RODARIInviato il: 09 nov 2006 - 15.42
LA FORZA DEL PUDORE, MA LA VERA FORZA SIAMO NOI

Massimo Onofri, membro del Comitato scientifico designato dal Premio Biblioteche di Roma, nonché docente di Lingue e Letterature, ha introdotto molto simpaticamente il saggio di Andrea Tagliapietra “La forza del pudore”, e ieri 8 novembre ha incontrato i lettori alla Biblioteca Villa Leopardi.-"Perchè un libro filosofico?"- ha esordito Onofri, giunto a Roma da Viterbo in maniera rocambolesca e in veste di critico tragicomico e pleonastico.

Tagliapietra non ama definirsi filosofo, ma molto pudicamente “storico del pensiero filosofico”: non ama richiamare l’attenzione su di sé, e come successe all’università di Sassari, la sua presenza è passata quasi inosservata se non fosse stato per un suo collega, estimatore anonimo, come lo stesso Onofri ha ammesso, che invero ne ha sempre colto la profondità di intuizione, promuovendo ora il a distanza di un decennio il suo interessante saggio.

La conversazione che ha coinvolto piacevolmente noi lettori e protrattasi quasi fino al limite d’orario consentito, si è articolata attraverso i massimi sistemi e livelli della storia della filosofia e diciamo così, ha abbracciato virtualmente il pensiero aristotelico come quello roussoniano, fino ad approdare a Galimberti (Le cose dell’amore) ; un volo pindarico che ha sfiorato la filosofia analitica, quella complementare e infine la inclusiva, fondata sulla pluralità di interazioni,con lo scopo di scardinare i principi accademici e autoreferenziali della moderna concezione di pensiero.

Piuttosto complesso comprendere per chi non mastica la materia, ma il preambolo è necessario per capire a cosa approda il pensatore Tagliapietra, che per sua stessa ammissione nega il “Divenire”(vedi Parmenide) e partendo dall’Essere si propone di incarnare il Filosofo PURO, l'attore che tra le quinte di un teatrale rappresentazione, quale appunto la filosofia, veste le mentite spoglie della molteplicità.
Così il saggio proposto, parte dall’analisi del Pudore attraverso il triplice paradigma storico, antropologico, ontologico…per lasciarci senza una sua precisa definizione…altro problema del filosofo è che non approda mai alla Verità!

Insomma, il Pudore è Uomo e non Donna (perché il mondo delle Idee si è sviluppato al maschile), è Nero e non Rosso sgargiante…l’acqua cheta e non il mare in tempesta: una metafora dello specchio, un altro modo di percepire la sincerità, il riserbo, l’accettazione del proprio destino, come in un’Annunciazione di Lorenzo Lotto.

Avrei voluto fare una domanda anch’io in veste di umile appassionata lettrice, ossia cos’è il pudore per l’uomo Andrea Tagliapietra, non per il filosofo o storico delle Idee che dir si voglia.
Però alla fine l’ho capito quando dolcemente ha detto di dedicare il suo breve saggio, frutto di un percorso di vita, sostanzialmente, al più bel dono che abbia mai ricevuto: suo figlio, nato in concomitanza col “pensiero pudico” di poter guadagnare anche solo un altro lettore un giorno, ma sicuramente la sua gioia più intensa e profonda.




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